Avete sicuramente sentito parlare del social lending, ma per qualcuno questo termine potrebbe non significare molto. 

E' il nuovo fenomeno nato dalla rete e dalla teoria della condivisione che, mettendo radici in un'altra tendenza in atto, quella del crowdfunding, permette un accesso agevolato al credito a coloro che magari se lo sono visto negare dalle banche. 

Ida Meglio, folgorata dal Social Business di Yunus e della sua Grameen Bank, sempre più desiderosa di conoscere le opportunità di questo strumento di "finanza dal basso", è arrivata all’ideazione del progetto Sociallending

Sociallending è pensata come la piattaforma di crowdfunding basata sul social lending, strumento di inclusione sociale, di guida e facilitazione all’accesso al credito (senza essere banca) e per tutti coloro che han voglia di fare e non sanno come. Ad esempio, i giovani immigrati di seconda generazione. Senza mettere da parte i giovani nostrani, che per quanto la crisi, un occhio di riguardo almeno sulla carta lo hanno, ci sono motivi importanti per cui i coetanei stranieri possono essere punto di partenza strategico: per la loro forte competenza in campo digitale; per la loro capacità di coinvolgimento nelle idee imprenditoriali; per la maggiore chiusura delle banche verso gli stranieri con tassi applicati maggiori rispetto a quelli praticati per gli Italiani; per la voglia dei giovani immigrati di mettersi in gioco seriamente, come i propri coetanei italiani. 

Sul lato occupazione, da cui non si può prescindere anche in prospettiva di un’integrazione sociale di successo, a elevati tassi di disoccupazione comuni, si aggiunge la segmentazione e etnicizzazione del mercato del lavoro, dove gli stranieri, nei gradini più bassi della scala sono relegati in lavori poco pagati, faticosi e dequalificanti, senza alcun rapporto con le reali competenze professionali e i livelli di istruzione acquisiti nei paesi d’origine.

http://www.sociallendingitalia.net/